FAQ sulle Reti a
Banda Larga per la Pubblica Amministrazione
Che cos’è una Rete a Banda Larga?
Una rete a banda larga è costituita da un insieme di collegamenti telematici per
trasmissione di dati, fonia e video fra sedi distaccate di una o più
infrastrutture pubbliche, con eventuali connessioni telematiche di accesso per
cittadini e le aziende (utenti) ai servizi erogati dalle P.A. La “convergenza”
delle tecnologie di telecomunicazione consente di instradare i servizi fonia e
video su infrastrutture digitali (trasporto dati).
Ma quanto deve essere larga la banda per essere “Banda Larga” ?
I requisiti minimi possono essere così riassunti:
• Collegamenti attuali tipici (servizi di connessione terminali):
CDN 64 Kbps -> 256 Kbps
• Collegamenti base ADSL (internet a banda larga):
128 Kbps -> 640 Kbps
• Trasmissione nr. 1 canale video videoconferenza:
384 Kbps -> 1 Mbps
• Diagnostica medica per immagini in movimento:
1 Mbps _> 3 Mbps
• Sistemi di video-sorveglianza:
1 Mbps -> 10 Mbps
• Collegamento reti informatiche ad alte prestazioni (trasmissione servizi
complessi: cartografie, servizi basati su grafica, trasmissione database, etc.):
2 Mbps -> 10 Mbps
• Somma di più servizi precedenti per più utenti:
100 Mbps -> 1 Gbps od oltre
Il concetto di Banda Larga è dunque “dinamico”: l’esigenza di allargare la banda
trasmissiva nasce dalla opportunità di erogare servizi maggiormente affidabili e
complessi ad un numero crescente di utenti.
Quali sono le caratteristiche dal punto di vista economico?
Generalmente le attuali condizioni di mercato e di disponibilità finanziaria
richiedono una sensibile diminuzione dei costi di investimento e delle spese in
conto esercizio. L’investimento deve essere dunque flessibile e riutilizzabile,
e la realizzazione del sistema di telecomunicazioni deve essere il meno invasivo
possibile per non ledere l’efficienza dei servizi erogati dalla P.A. . Inoltre i
lavori edili di adeguamento devono essere contenuti il più possibile (poiché
costituiscono parte di spesa non flessibile e non riutilizzabile). Dunque
l’affidabilità dei sistemi e la disponibilità del servizio devono essere di
ottimo livello. Una rete wireless, se progettata con gli opportuni criteri e
ideata per le singole esigenze dell’utenza committente, permette di realizzare
in maniera ottimale le suddette caratteristiche di economicità, di prestazioni e
di affidabilità.
Quali sono i sistemi disponibili per telecomunicazioni con e senza fili?
Sistemi su cavo:
• Elettrici: su cavi in rame
• Ottici: su fibre ottiche
Sistemi senza fili:
• Ottici: a mezzo raggio infrarosso non collimato o Laser infrarosso
• Radio: a mezzo ponti radio terrestri o sistemi satellitari geostazionari o LEO
(orbitanti in orbita bassa)
Perché conviene senza fili?
Questi gli aspetti salienti delle telecomunicazioni senza fili:
• Rapporto qualità/prezzo vantaggioso rispetto a molti sistemi cablati;
• Installazione rapida ed economica;
• Unico investimento iniziale;
• Bassi costi di manutenzione;
• Capacità trasmissiva elevata per dati, fonia e video;
• Elevata flessibilità e versatilità d’uso;
• Investimento riutilizzabile;
• Investimento scalabile nel tempo quindi Return On Investment più rapido.
Quali sono le principali normative in materia, in special modo per la
Pubblica Amministrazione?
Le P.A. sono equiparate alle imprese private, con alcune eventuali agevolazioni
di tipo economico.
Il testo di riferimento è il “Codice delle Comunicazioni Elettroniche” del 1
agosto 2003.
In questi Decreto Legislativo vengono determinati 3 casi:
1. Radio e Hyperlan (Wi-Fi) entro confine: nessuna autorizzazione, uso libero e
gratuito;
2. Radio e Hyperlan (Wi-Fi) extra confine: Autorizzazione Generale;
3. Collegamenti radio su frequenze in concessione: Licenza Individuale.
I ponti ottici, secondo l’interpretazione prevalente, vengono compresi al punto
2, nella Autorizzazione Generale.
Quali sono le caratteristiche di questi sistemi?
I sistemi dei punti 1. e 2. si basano di solito sulla tecnologia Radio Spread
Spectrum, e sono caratterizzati da:
• Capacità trasmissiva: Sistemi asincroni: fino a 22 Mbps nominali (5..6 Mbps
effettivi); Sistemi isocroni: da 1 x 2 Mbps a 2 x 2 Mbps;
• Frequenze nella banda ISM, dai 2.4 ai 5.4 GHz;
• Portate del singolo collegamento fino a 20 km ;
• Supporto dei protocolli asincroni e isocroni;
• Operatività regolamentata da Direttiva Europea 99-05 (R&TTE) e Decisione ERO
96-17; Leggi Italiane DL 269/01 e DPR 447/01;
• Manutenzione: minima, limitata al controllo periodico;
• Soggette ad Autorizzazione Generale secondo il D.L. del 01/08/03.
I
sistemi del punto 3. di basano su apparati che utilizzano radiofrequenze in
concessione, e che sono caratterizzati da:
• Capacità trasmissiva: da 2 x 2 Mbps a 2 x 622 Mbps
• Frequenze dai 7 fino ai 32 GHz;
• Portate molto lunghe, fino a 100 km per passo di ripetizione (50 km secondo le
norme ITU)
• Supporto di tutti i protocolli: asincroni, sincroni ed isocroni
• Operatività assolutamente sicura, affidabile e protetta dalla Legge
• Manutenzione: minima, limitata al controllo periodico
• Occorre ottenere la Licenza Individuale; pagamento di un canone annuo di
concessione governativa.
N.B. Sia le richieste di Autorizzazione Generale, sia le richieste di
Licenza Individuale all’uso di una determinata radiofrequenza, prescritte dal
citato D.L. del 01/08/03, vanno sottoposte al Ministero competente (di norma al
Ministero delle Comunicazioni) con apposita modulistica e con i dati tecnici
esatti relativi al radiocollegamento.
I sistemi wireless descritti sono pericolosi per la salute?
Sebbene la letteratura scientifica non sia giunta a conclusioni univoche e
definitive al riguardo, si può dire che la potenza irradiata dai comuni apparati
per telecomunicazioni senza fili è dalle 10 alle 2000 volte più bassa di quella
irradiata da un telefono cellulare.
Più precisamente, la potenza massima irradiata da un telefono cellulare GSM è di
2 Watt di picco, mentre la potenza massima irradiata da un ponte radio punto
punto professionale o da sistemi WLAN Spread Spectrum(Wi- Fi) è di 0.001 ÷ 0.3
Watt.
Inoltre, l’intensità della radiazione ricevuta è inversamente proporzionale al
quadrato della distanza.