Domande Frequenti (Frequently Asked Questions)

Purtroppo non c'è altro mezzo che una misurazione con opportuni strumenti, poiché il campo elettromagnetico non può essere percepito con gli organi di senso. Inoltre la strumentazione usata deve essere specificamente adatta e certificata per il tipo di misurazione che si vuole fare e per il range dello spettro elettromagnetico in uso dalle principali tecnologie di telecomunicazioni o apparati elettrici.
Le norme tecniche CEI prescrivono la corretta procedura per questo tipo di misure, che devono essere fatte da un tecnico professionista abilitato. I livelli di campo elettromagnetico massimo sono stabiliti per legge dal DPCM 8 luglio 2003.

Mentre per le più ampie valutazioni di analisi di impatto elettromagnetico, che ricadono all'interno delle attività della “pianificazione, la progettazione, lo sviluppo, la direzione lavori, la stima, il collaudo e la gestione di impianti e sistemi elettronici, di automazione e di generazione, trasmissione ed elaborazione delle informazioni” ai sensi dell' art. 46 del d.P.R. n. 328/2001 la competenza è esclusiva della figura professionale dell'Ingegnere, per le sole misurazioni del campo elettromagnetico non esiste la figura legale di "tecnico competente". Per avere validità, le misure di campo elettromagnetico devono avere però dei precisi requisiti, ossia 1) essere effettuate con modalità conformi alle norme tecniche CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano); 2) essere effettuate da strumentazione professionale conforme ai requisiti tecnici delle suddette norme CEI; 3) essere effettuate da personale esperto in materia, in base a valutazioni curriculari. In pratica, chi vuole effettuare queste misure ha due scelte: rivolgersi all'ARPA regionale di competenza, che comunque effettua questo servizio a pagamento e non fa analisi simulative, oppure ad un libero professionista del settore.

A questo proposito, è utile  sottolineare che, contrariamente a quanto talvolta viene erroneamente riportato in alcuni siti, non è vero che le misure di campo elettromagnetico hanno validità legale solo se effettuate dall'ARPA: una perizia/misura di un tecnico privato, con la strumentazione certificata e seguendo le norme tecniche CEI, purchè competente in materia e iscritto ad un ordine professionale (come quello degli ingegneri), ha il valore di una asseverazione valida ad ogni uso anche legale.

Distinguiamo le precauzioni, che possono essere adottate in ogni situazione, e le contromisure, che devono essere messe in campo se si rileva un campo elettromagnetico oltre i limiti di legge. Tra le prime sicuramente possiamo elencare: non mantenere accesi, se o quando non si usano, impianti che irradiano onde e.m. (router wireless, repeaters, ecc), mantenere una distanza di sicurezza dai dispositivi mobili usando auricolari a cavo, non installare dispositivi elettrici in prossimità dei luoghi di riposo, ecc. Se invece si rileva e si certifica un campo elettromagnetico oltre i limiti di legge causato da impianti che non sono sotto il proprio controllo, sulla scorta di una asseverazione ufficiale è possibile rivolgersi agli Organi istituzionali preposti. Inoltre è possibile, con una spesa variabile a seconda degli interventi, adottare opportune contromisure di schermatura.

Assolutamente no, poichè gli strumenti di misura professionali, e quindi affidabili, hanno un costo molto elevato (tipicamente diverse migliaia di euro), devono essere certificati da un Ente accreditato e devono essere periodicamente controllati e calibrati. Occorre tenere presente inoltre che i campi elettromagnetici presentano un'ampia variablità e che non esiste un apparato misuratore che vada bene per ogni situazione da valutare, e occorre dunque una valutazione preliminare di un esperto che possa individuare le caratteristiche tecniche della strumentazione che sono richieste da un particolare ambiente, e che potrebbero invece essere del tutto inutili per la valutazione in un contesto diverso. Infine è da sottolineare il fatto che la misura del campo elettromagnetico, per avere validità formale, deve essere asseverata da un tecnico competente in materia ed iscritto ad un ordine professionale.

Questo non è assolutamente vero. Al contrario, solo dopo aver effettuato opportune misure per valutare ed accertare non solo il superamento dei limiti di legge, ma anche per individuare la sorgente (ossia l’operatore o comunque la fonte) che ne è la causa, si può avviare un iter procedurale per portare a norma (o, come si dice, ridurre a conformità le sorgenti irradianti) l’esposizione ai campi elettromagnetici.
Oltre all’obbligo di risanamento, la legge prevede anche importanti sanzioni (fino a oltre trecentomila Euro!) per chi provoca questi superamenti: per quanto riguarda la popolazione, a fronte di un accertato superamento dei limiti, già la legge 22 febbraio 2001, n.36 “Legge quadro sulla protezione della popolazione dalle esposizioni a campi elettrici magnetici ed elettromagnetici” stabilisce la sanzione amministrativa per il superamento dei limiti di esposizione e valori di attenzione. La stessa legge stabilisce, altresì, che tale sanzione amministrativa si applichi anche nei confronti di chi ha in corso piani di risanamento qualora non rispetti i limiti e i tempi previsti per il risanamento stesso.
E’ dunque pressoché inutile, a fronte di timori per la vicinanza di antenne o ripetitori vari, avviare iniziative di proteste o reclami, singolarmente o collettivamente, senza prima aver fatto una misura o comunque una valutazione professionale, perché ciò non porta a nessun risultato. Al contrario, a valle di un accertamento tecnico avente valore legale (dunque il “fai da te” non ha nessun rilievo), si può procedere a norma di legge per risolvere eventuali problemi.
Fermo restando tutto quanto detto finora, inoltre avere la consapevolezza di un potenziale rischio da esposizione permette anche di poter mettere in atto contromisure appropriate come schermature particolari o altre soluzioni alternative.
Una ulteriore evenienza riguardo la utilità o necessità di effettuare misure professionali è quando si valuta l'acquisto di una casa o di un immobile che presenta nelle vicinanze sorgenti di campo elettromagnetico, elettrico o magnetico - come per esempio ripetitori di telefonia cellulare, TV, oppure elettrodotti o cabine elettriche di trasformazione - che sono impianti destinati a restare ed a produrre campi elettromagnetici per molti anni o decenni e dunque sarebbe consigliabile valutare preliminarmente il livello di campo elettromagnetico presente.
Per quanto invece riguarda gli ambienti di lavoro, la valutazione dei rischi da esposizioni a onde elettromagnetiche è un obbligo di legge la cui non osservanza viene sanzionata anche da un punto di vista penale, e su questo aspetto fa testo il Decreto Legislativo 81-08 (Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro).

La misura del campo elettromagnetico non è una misura standard ed uguale in tutti i casi, come per esempio una misura di una temperatura, ma dipende da molti fattori come il tipo di ambiente ed esposizione che si vuole valutare, il tipo di sorgenti del campo elettromagnetico, la tipologia di persone che sono esposte, e a seconda dei casi è possibile che siano necessarie indagini più approfondite o più prolungate e quindi più onerose. Per questo non è fattibile indicare a priori un costo che può variare molto a seconda delle circostanze. Possiamo dire però che un analisi di primo livello, molte volte sufficiente per una valutazione - e per escludere situazioni rischiose - ha quasi sempre dei costi molto contenuti, e comunque per una valutazione è necessario contattarci per esaminare la situazione specifica. I nostri preventivi sono sempre gratuiti e senza impegno.

I campi elettromagnetici usati nelle telecomunicazioni non sono un effetto collaterale indesiderato ma sono voluti ed essenziali per il funzionamento dei sistemi; poiché però sono anche degli agenti fisici che possono provocare effetti avversi, per rendere il rischio trascurabile vanno valutati accuratamente, e nello stesso tempo gli impianti di telecomunicazioni vanno opportunamente progettati. Ecco perchè è importante essere competenti in entrambi i settori. Altrimenti sarebbe come dire che chi progetta un impianto elettrico non può valutare un salvavita. Questa concezione sottintende una maniera sbagliata di concepire le professioni tecniche. In particolare, un iscritto all’Ordine degli Ingegneri agisce professionalmente, nella tutela sia del committente sia della collettività in generale. Questo è anche scritto nel Codice Deontologico degli Ingegneri. Perciò non “parteggia” per una tesi precostituita dagli specifici interessi di nessuno (in questo un ingegnere è del tutto diverso da altre professioni come per esempio gli avvocati), ma con il proprio lavoro egli assicura un servizio tecnico professionale, sia che si tratti di un progetto di un sistema radio, sia per una analisi tecnica o delle misure strumentali di campi elettromagnetici; in tutti i casi assicurandosi che il compito affidato dal committente sia eseguito al meglio, secondo le specifiche, secondo le norme tecniche e secondo le leggi vigenti, in ogni caso essendo tenuto, qualunque sia la sua specialità tecnica, alla tutela della sicurezza singola e collettiva.

Sicuramente sì. La installazione di antenne di telefonia mobile o telecomunicazioni dà origine ad un impianto che inevitabilmente emette radiazioni elettromagnetiche e che è destinato a funzionare per molti anni o decenni, ed è dunque una scelta che va ben ponderata preferibilmente con l’assistenza di esperti della materia. In effetti i più recenti studi e lo IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) classificano le radiofrequenze come “possibili cancerogeni per gli esseri umani”, e dunque devono essere assicurati i più bassi livelli possibili di tali emissioni.
E’ da tener presente che le analisi a carico dei gestori vengono condotte solo dopo la firma del contratto di locazione e dunque a scelta già fatta, non tengono conto delle varie ipotesi di localizzazione alternative ed inoltre non sono facilmente interpretabili da chi non è esperto in materia.
Il nostro studio, partendo dal progetto radioelettrico, grazie a software e strumenti professionali e certificati fornisce una analisi di impatto elettromagnetico, completo di valutazioni e misure dello stato attuale e quindi di quello che si verrà a creare con le nuove antenne, fornendo una consulenza specifica e su misura per ogni situazione. In tal modo si potrà valutare, con l’aiuto di un professionista esperto indipendente, la futura esposizione ed il relativo rapporto tra rischi e benefici (economici).

Sono stati riportati in letteratura diversi sintomi riguardo la esposizione eccessiva ai campi elettromagnetici, e in special modo per quelli a bassa frequenza (ossia generati da apparati elettrici) tra cui ricadono vertigini, forfeni (visione di lampi di luce), disorientamento, effetti su nervi e muscoli, e dunque emicranie, ecc. Generalmente il livello di esposizione che causa questi effetti diretti è piuttosto alto, ad ogni modo bisognerebbe senza dubbio mettere in conto il fatto che ogni persona ha una diversa sensibilità agli stimoli. Nel caso di postazioni di lavoro, occorre prima di tutto accertarsi che sia presente il documento di valutazione dei rischi  per le esposizioni ai campi elettromagnetici, obbligatorio in base al D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro), ed attenersi alle sue disposizioni. Se vengono riportati effetti sanitari avversi, o se viene modificata l'attrezzatura o i dispositivi elettrici, è obbligo del datore di lavoro predisporre o aggiornare nuovamente la valutazione del rischio elettromagnetico, nel caso facendo effettuare, dal professionista competente, delle opportune misure di campo elettrico e magnetico così da stabilire eventuali prescrizioni o contromisure per evitare eccessive esposizioni.

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